NOTTE DALMATA
Il
mare strofinato
contro
la costa,
brandelli
di terra
come
scudi
lanciati
dalla riva
timide
onde silenziose
baciano
sassi
appuntiti
su
una piccola spiaggia.
Sotto
un cielo
stracolmo
di stelle
mi
lascio cullare dal tenero vento.
Fra
le luci di Ciovo
all’orizzonte
io
perdo i miei occhi
ed
ascolto
i
canti e le urla di storie millenarie.
Fra
i vicoli di candide città,
smarrito
fra
secoli diversi
arroccati
in
un’unica strada,
la
mente s’inebria e racconta al cuore.
La
lenta risacca accarezza i ricordi
(il mare
cristallino di Primosten)
Ogni
pietra sussurra una storia sofferta,
trionfante,
nascosta.
E
recenti ferite piangono dai tetti
delle
case in riva al fiume,
(le imponenti
cascate del Krka)
dalla
pelle del burbero antiquario,
dalle
bandiere orgogliose alle vetrine.
Sapori
vissuti in decenni trascorsi
riemergono
allegri negli occhi
distratti
di giovani e anziani
(il fermento fra le
mura di Spalato).
Ieri
nella mente, domani nel cuore.
Ho
lasciato me stesso
a
galleggiare
in
un gomito di mare
e
d’oblio.
Lasciate
che
la mia mente
vaghi
errando
alla
rinfusa,
come
una barchetta
di
carta ingiallita
persa
in un ramo
dell’Adriatico
cielo.
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