LA
DONNA
DI
CHIESA
Con
gli occhi inariditi
dal
disprezzo
volti
la faccia
al
mendicante sudicio
che
ti tende la mano
tremolante
sul
sagrato della chiesa.
Il
tintinnìo
dei
tuoi gioielli domenicali
così
sfavillanti
alle
parole del prete
si
accentua deciso
quando
cammini a testa alta
con
l’ostia fra le labbra.
Ti
puzza il cuore
rientrando
a casa
con
l’anima soffocata
dalla
folta pelliccia
sfiorando
il letto
di
tua madre morente.
Non
un saluto,
un
sorriso,
uno
sguardo d’intesa.
Ti
cerca invano
con
le dita nel vuoto
quando
sei a tavola
davanti
alla TV,
e
lentamente
toglie
il disturbo
trattenendo
una lacrima
per
non far rumore.
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