IL VIAGGIATORE
Il treno sussulta nel fango.
Tra case in rovina affamate
di luce
Dal triste grigiore di stanze
colorate
Bambini annoiati ne seguono
il passo
Col naso e le mani sui vetri
gelati.
Nel treno le luci riflettono
angosce
Nei volti scuri di figure di
sabbia
Valige marroni bordate di
spago
Rimbalzano meste fra teste
chinate.
Gli sguardi si perdono in
angoli morti
Modellando sogni dai contorni
incerti.
Speranza ingannevole,
compagna di vita
Romantica falce, sublime
salita.
Urla gioiose di bimbi festanti
Si rincorrono allegre nelle
menti assopite.
Per quel morbido abbraccio
fra le calde pareti
Con un sorso d’acqua mille
notti ingoiate.
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